Ristoranti tipici di cucina romana, parte 1

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Roma è la città turistica per eccellenza, ed è molto più facile –specie per chi non è del posto – incappare in uno di quei locali “spenna turisti” che di tipico non hanno proprio nulla. Per cui, se come me cercate di conoscere la più intima essenza di un posto nuovo partendo dalla sua tradizione gastronomica, vi starete chiedendo quali sono a Roma i ristoranti tipici di cucina romana? Scopriamolo insieme.

da-teo_roma_5Da Teo

Partiamo dal ristorante Da Teo, trattoria trasteverina che più tipica non si può, si gustano i classici sapori della tradizione romana, si respira la conviviale atmosfera capitolina e si sorseggiano le migliori etichette nazionali e non. Cosa volete di più dalla vita?!

cacio-e-pepe_roma_49Cacio e Pepe

Tra i locali storici della tradizione romanesca non poteva certo mancare la trattoria Cacio e Pepe dove gli intensi profumi di quella Roma più popolana, rumorosa, insomma, più genuina si sentono già all’entrata. Non aspettatevi menù sofisticati, carte dei vini blasonate o un servizio ricercato: qui il menù è detto a voce, si serve solo vino sfuso e il servizio è schietto, ma anche Antony Bourdain si è innamorato perdutamente della carbonara e dei tonnarelli cacio e pepe che fanno qui!

taverna-portuense_roma_37Taverna Portuense

Per una full immersion non solo nella cucina, ma anche nelle abitudini gastronomiche capitoline bisogna andare alla Taverna Portuense, dove il pesce si mangia di martedì e venerdì e gli gnocchi il giovedì. Venire qui e non assaggiare i rigatoni con la pajata potrebbe costarvi la vita!

la-frusta_roma_41 La Frusta

Sarà per le tovaglie a quadri rossi o per l’atmosfera così… de Roma, ma al ristorante La Frusta, a due passi da San Pietro sembra davvero che il tempo si sia fermato. Tra i bucatini all’amatriciana, la coda alla vaccinara, i saltimbocca alla romana e la trippa e l’ossobuco, questa più che una trattoria sembra l’università della cucina romanesca!

E se parliamo in romanesco non si può dimenticare il ristorante Betto e Mary, non una trattoria, ma un’istituzione. L’ambiente è più che familiare con i camerieri e Betto che si siedono a tavola con voi per descrivere i menù; i piatti sono una celebrazione a tutta la tradizione romana e il prezzo è il miglior antidoto alla crisi, insomma impensabile non farci una capatina!

la-fraschetta-di-mastro-giorgio_roma_41La Fraschetta di Mastro Giorgio

Rechiamoci ora dal ristorante La Fraschetta di Mastro Giorgio, trattoria che più tipica non si può nel cuore del Testaccio. Parafrasando la Divina Commedia, potremmo dire che «qui si vien tra la perduta gente che di mangiar però la porchetta, l’abbacchio a scottadito e la polenta non si pente…»

da-enzo-al-29_roma_9Da Enzo al 29

Per chi invece del baccalà ne ha fatto un culto, non possiamo che segnalare la trattoria Da Enzo al 29, a Trastevere. Patria della migliore tradizione gastronomica romanesca, l’amatriciana che si mangia qui è indiscutibilmente indimenticabile, ma, come dicevamo prima, la “palla al 29” è il fiore all’occhiello del menù: crocchetta di patate e baccalà con un cuore di mozzarella filante… Estasi pura!

felice-a-testaccio_roma_0 Felice a Testaccio

Da questo primo elenco dei locali che propongono autentica cucina romana a Roma, non poteva mancare uno dei grandi protagonisti delle tavole romane: il quinto quarto, e la cui più alta espressione la si può trovare solo a Testaccio, e precisamente al ristorante Felice a Testaccio. Tonnarelli cacio e pepe, baccalà, amatriciana per quanto buoni scompaiono al cospetto della coda alla vaccinara e della coratella coi carciofi!

Stay tuned per la prossima golosa rassegna di ristoranti tipici di cucina romana nella città eterna. Nel frattempo Buon Cibando!

 

 

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Paola Groppo

Un po’ food blogger, un po’ scrittrice, tutta gourmand. Tra le mille passioni, aspirazioni e tentativi di ritagliarmi una nicchia in questo caotico mondo un'unica costante mi ha sempre accompagnato fin da piccina: l'amore per il cibo, quello mangiato più che preparato con le mie mani. Tutto è iniziato da bambina quando ammiravo rapita il mio papà pasticcere all'opera, o forse ancora prima, quando la mia mamma, con me in grembo, serviva i clienti della pasticceria. Di certo, non c'è ricordo, anche atavico, che non sia legato al cibo, e quindi saranno stati i sommi dei della tavola a condurmi come una famelica Ulisse nel più goloso dei porti: Cibando.