I migliori ristoranti etnici a Roma

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A giudicare dal numero in continuo aumento si direbbe che i ristoranti etnici di Roma siano l’ultimo baluardo della multiculturalità dell’antica caput mundi. Cinese, indiano, ebreo e pure brasiliano e siriano, non esiste cultura gastronomica che non abbia saputo resistere al fascino della Lupa e con tutta questa scelta non è mica facile decidere in quale parte del mondo cenare. Per fortuna che c’è Cibando che come un faro nella notte illumina la via dei più curiosi gastro-nauti e allora imbracciate le forchette e andiamo a scoprire alcuni fra i migliori ristoranti etnici a Roma.

tiger-tandoori_roma_31Tiger Tandoori

L’atmosfera in puro stile Bollywwod del ristorante Tiger Tandoori mette subito di buon umore, ma saranno le specialità cotte nel Tandoor, il tradizionale forno in terracotta, a deliziarvi, senza dimenticare gli squisiti piatti vegani e gli aperitivi a base di birre o vino indiani serviti con stuzzichini sfiziosamente speziati.

jaipur-ristorante-indiano_roma_21Jaipur Ristorante Indiano

Noto fra uno dei migliori ristoranti etnici a Roma c’è anche il ristorante Jaipur, a Trastevere, meta ideale invece se s’intende assaggiare il vero curry di pollo in stile Kasmhir, se non temete il gelato indiano con pistacchio e mandorle e, soprattutto, se il vostro stomaco è abbastanza forte da poter pasteggiare con il Neboo Ka Soda, tipica bevanda a base di tonica, succo di limone, sale e pepe.

ba-ghetto_roma_16Ba Ghetto

A Roma non si può non mangiare kosher, gastronomia in pieno rispetto delle regole alimentari ebraiche. Il ristorante Ba’ Ghetto è noto per la cucina kosher giudaico romanesca e anche mediorientale. Ordinate il burik all’uovo e non fatevi mancare una bottiglia di vino israeliano, un vero nettare degli dei!

ba-ghetto_roma_1

Se il Medio Oriente vi affascina, dovete assolutamente cenare una volta al ristorante Zenobia, che propone cucina siriana-libanese. Humus, tabulè e felafel titilleranno le vostre papille con sapori inediti e la danza del ventre eseguita da conturbanti ballerine…beh, stuzzicherà qualche altro appetito.

beber-churrascaria_roma_56Beber Churrascaria

Ma passiamo oltreoceano per una visita al ristorante Beber Churrascaria, griglieria brasiliana che propone una moltitudine di carni alla brace quasi infinita, da gustare sorseggiando rigorosamente birra e caipirinha.

inka's-grill---peruviano_roma_31Inka’s Grill – Peruviano

E a proposito di Sud America, se vi piace la cucina messicana, adorerete quella peruviana del ristorante Inka’s Grill: forte, colorata e gustosissima. Cheviche e pisco sour sono imperdibili!

taki_roma_0Taki

Interessante anche la proposta di cucina asiatica della capitale. Fra i migliori ristoranti giapponesi figurano il ristorante Taki nel quartiere Prati, e i sapori sapori della cucina thailandese, cinese e giapponese della coppia vincente dei ristoranti Zen Garden e Zen Garden 2, rispettivamente nel quartiere Pinciano e all’Ostiense.

zen-garden_roma_10Zen Garden

In tema di cucina etnica a Roma c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Buon Cibando!

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  • fatima

    ciao!blog molto interessante e ben curato. sono molto attenta ai dettagli, per cui potreste scrivere tutto alla perfezione per lettori e scrittori come me? per quanto riguarda il ristorante Beber Churrascaria, il menù fisso a 19 non include le bevande e i dolci… potrebbe arrivare a 25 euro in su.. può sembrare un’ovvietà ma per alcuni non lo è..grazie mille!

  • jenifer

    Che interessante! Sono a roma e vado spesso a ristoranti indiano . C’è un paio di indirizzo si lo vuoi http://restaau.it/Browse/miglior-ristoranti-indiano-a-roma.html

  • Romintz

    Decisamente non suggerirei a nessuno di andare a mangiare allo Zen Garden. Non servono cibo buono, è sporco, poca scelta. Sembra una mensa di fortuna orientaleggiante. Per pagare il prezzo fisso, ma mangiare abbastanza bene orientale io vado da XiHu in via Tuscolana. Oppure suggerisco, spendendo qualche euro in più, il ristorate cinese Il Padiglione delle Cicogne in zona Aurelia.

  • Luigi

    …con tutto il rispetto… citare lo Zen Garden per la cucina orientale è proprio un’eresia che non mi aiuta a seguire il resto dei tuoi consigli! :-)

  • Arianna Virginia Crenaia

    Io non credo che tutti possano permettersi di spendere il prezzo di un menu ad un ristorante tipico giapponese. Non voglio offendere nessuno ma che pizza sti commenti facili sullo zen garden..non t avvelena, fa sushi (che fino a prova contraria rientra a far parte della cucina orientale)..se il portafoglio lo permette ben venga il best of ma finché resterò studentessa sarò soddisfatta di passarci la serata!

  • Arianna Virginia Crenaia

    Cmq lo xihu è molto buono ma la sera cominciano a diventwre 19 € a persona..lo zen garden è piu economico e comunque io non lo trovo sporco..ed il cibo non è cattivo, almeno il sushi ed i maki!

  • ragnar

    Uno dei tanti problemi della democrazia, è che si può dire qualunque
    cosa senza pagarne le conseguenze. Il che può andare finchè a subirne
    non è chi ha ascoltato certi consigli. Ora, che chi scrive in questo
    blog ne sappia meno di nulla di cucina, è chiaro come il sole. E ci si
    chiede poi perchè abbia scelto proprio di trattare di una materia a lui
    così tanto estranea. Sorvolando su questo, ho fatto – sulla fiducia –
    esperienza allo Zenobia. Un posto gestito da persone che non conosconono
    nemmeno la propra cucina. Per un prezzo inspiegabilmente caro, ho
    dovuto trangugiare pietanze che in qualunque kebab di periferia
    avrebbero preparato e servito meglio. Una sfoglia con carne macinata
    dove le due facevano a gara a chi aveva più anni. In pratica una specie
    di samosa riscaldata per la decima volta. Nell’atesa mi han servito una
    ciotola di tipicissimi salatini. Per accompagnare il tutto (c’erano
    anche involtini di vite con riso ricomposti alla meno peggio), una
    piadina servita in un sacchetto di plastica con ancora dello scotch blu
    che dal 92 usano per chiudere la busta da cento piadine acquistate alla
    Metro. Il ristorante era (giustamente) del tutto vuoto, ma nonostante
    tutto han provato a farmi sedere al peggior tavolino del dehors con
    tovaglia sporca e automobile alle spalle. Ma perchè? inutile dire che
    quando ho chiesto suggerimenti sul menu, uno dei figli
    dell’improvvisatissima famiglia di ristoratori, non aveva idea di cosa
    parlassi. La strana richiesta di salse (tipiche loro, mica mie) è stata
    soddisfatta da una coppa da più di mezzo chilo di una specie di yogurt
    abbondantemente andato. Io conosco bene lo yogurt acido, il kefir
    etc…e vi garantisco che non era nulla di simile. La quantità mi ha
    suggerito quanto poco ne sapessero loro della propria cucina. Ho
    mangiato tutto e in fretta perchè non vedevo l’ora di andare. E’ palese
    che quel ristorante è una copertura per chissà cosa. Alla fine, per
    mangiare le stesse cose in un anonimo kebab e fatte mooolto meglio, avrei speso cifre
    nell’ordine dei 5 euro. Lì 23.
    Piatti raffazzonati, vecchi, fatti senza criterio e che hanno ispiato l’ultimo album dei Rancid. Servizio tra il pessimo e l’inesistente.
    Tra le milioni di alternative che esistono a Roma, come è possibile prendersi la briga di suggerire proprio questo?

    Non si sa. Però ora sappi, caro tu che scrivi in questo blog a proprosito di cose a te così tanto sconosciute, che sei in debito con me di 23 euro.

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