Cibo & Cultura: dimmi come mangi e ti dirò chi sei

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Che la cultura passi anche dalla tavola, non è cosa nuova. Il cibo è parte integrante della visione che un popolo ha del mondo, della sua struttura sociale e perfino della sua storia: l’alimentazione è – inconsapevolmente – portatrice di un enorme bagaglio di informazioni. Lo sanno bene i viaggiatori di professione, che durante i loro soggiorni in luoghi sconosciuti introducono una o più “tappe alimentari.” Un’abitudine talmente felice da decretare il successo di una delle trasmissioni televisive più apprezzate dei nostri tempi: Bizarre foods with Andrew Zimmern, noto in Italia come Orrori da gustare. Vederne almeno una puntata può essere interessante per cambiare il proprio punto di vista sulle cose: se a un italiano può sembrare assurdo che ci siano persone disposte a nutrirsi di cavallette, è altrettanto vero che in buona parte del mondo c’è chi di fronte a un carciofo alla giudìa esprimerebbe orrore e disgusto. Perché in fondo, come abbiamo detto poco sopra, l’alimentazione non è altro che questo: un punto di vista sul mondo.

Altro aspetto del binomio Cibo-Cultura è strettamente legato alla storia. Pensate al mondo classico: chi vorrebbe al giorno d’oggi condire l’insalata con il garum? Eppure quella salsa di interiora di pesce – di scolastica memoria, diremmo – era uno dei condimenti più usati dai Romani. Apicio, autore del De re coquinaria, uno dei testi di cucina più importanti del mondo antico, lo considera un alimento assolutamente imprescindibile per il successo dei suoi piatti.

Ma ciò che più di tutti il cibo ha influenzato, è stata probabilmente la produzione artistica. Poeti, musicisti, scrittori, registi, pittori, hanno dato vista, proprio pensando alla tavola, a veri gioielli che nei secoli non accennano a perdere la loro bellezza. Citiamo nuovamente Petronio: le pagine del Satyricon dedicate alla Cena di Trimalchione sono tra le più belle della letteratura occidentale. Lo stesso si può dire di capolavori del cinema come Il pranzo di Babette o La grande abbuffata, o di canzoni interamente dedicate a ricette: è il caso di ‘A cimma di Fabrizio De André.

Lo scopo di Cibo&Cultura vi sarà ormai chiaro: viaggiare nel tempo e nello spazio per scoprire insieme come il cibo abbia influenzato il mondo in cui viviamo e il nostro modo di rapportarci ad esso. Senza la pretesa di equipararci a storici o ad antropologi, andremo a conoscere usanze alimentari di popoli a noi lontani, guarderemo nella storia di alcuni cibi per vedere come siano cambiati nei secoli, e infine ci tufferemo nel cinema, nella musica e nella letteratura, per riconoscere – e riconoscerci – nelle opere dei grandi artisti del nostro tempo.

E se, al termine di tutto questo, vi verrà voglia di assaggiare una cavalletta, non potrete togliervi dalla testa Fish in the jailhouse di Tom Waits o riuscirete a capire le ragioni di un cannibale, non preoccupatevi: vorrà dire che siete pronti per diventare cittadini – gastronomici – del mondo.

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Veronica Adriani

Sono Veronica: linguista di formazione, blogger per passione, cuoca per gli amici. Ho scritto il mio primo racconto all'età di quattro anni, cucinato il mio primo piatto di pasta a undici e poco prima dei trenta sono apparsa su queste pagine. Per raccontare, sì, ma anche per trarre spunti per qualche nuovo esperimento culinario. Buon Cibando!