Il Natale dei foodblogger

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Abbiamo chiesto ai nostri amici foodblogger di condividere in queste pagine i loro menù delle feste, una golosa occasione per stare insieme, riunirci tutti attorno ad un tavolo virtuale e come tradizione vuole, godere della compagnia mentre lentamente consumiamo un pasto tutto all’insegna della tradizione, discorrendo della nostra comune passione per il buon cibo, e la convivialità. Il Natale è soprattutto questo: la famiglia, gli amici, l’amore, la buona tavola. Un periodo di riflessione, di convivialità e condivisione… non solo shopping sfrenato!

Noi della redazione del blog Cibando siamo già nel pieno dei preparativi in cucina, e potete leggere i nostri menù delle feste in questo articolo.
Ecco come sarà il Natale dei foodblogger che hanno partecipato a questa nostra iniziativa.

Rossella Di Bidino autrice del meraviglioso blog Ma che ti sei mangiato, nonché collaboratrice di Cibando con la sua rubrica La Gastroscettica ci scrive, “In realtà per il me il Natale romano si festeggia il 23 sera, quando tutta la famiglia del neo-maritino si riunisce. Per me che vengo da una famiglia di quattro persone, senza zii e nonni, ritrovarmi con 9 fratelli, 12 nipoti e qualche zia altrui è tra lo sconvolgente ed il travolgente. Per il 23 mi sono da anni ritagliata il compito di fare biscotti e dolci per tutti. Ai nipoti spetta sempre un pacco di biscotti a testa, quindi io mi prendo le ferie dal lavoro non per Natale ma prima. Mi diverto a fare le ricette classiche come i biscotti alle zenzero, e mi diletto a scoprirne di nuove ogni anno. Il successo dei cantucci ai fichi e cardamomo già giustificherà la loro presenza nei sacchi dono. Quest’anno credo che sarà l’anno della melassa, del miele e chissà, se avrò tempo, dei panettoncini. Stollen, Zelten sono oramai immancabili. Ma mi è stato chiesto espressamente il bis del Fruitcake fatto l’anno scorso. Ma ho ancora delle ricette da testare. Per ora ho iniziato a fare le spese tra frutta secca, candita, spezie, cioccolato e semi. E sì, prevedo anche di diversificare. Croccante ai semi e frutta secca speziata faranno capolino nei sacchi dono.”

La coppia Rita Tersilla e Marco Schiavello, meglio noti in rete come I Sarti del Gusto, per il cenone del 24 ci scrivono, “Anche noi, come da tradizione romana, iniziano con un fritto misto di pesce e verdure per proseguire con ziti con triglie, uva passa e pinoli, un secondo di baccalà al vapore su crema di patate al rosmarino, e per finire, dopo la frutta secca,  panettone accompagnato dan una crema inglese all’arancia… e se ci rimane un po’ di spazio, un tiramisù espresso!”

Ecco il contributo dell’amica Sara Levi del dolce duo Foodfairies, “Allora noi come da bravi bi-coastals festeggeremo prima la vigilia alla romana, con qualche carpaccino di pesce e forse una spigola al forno, con in più un piattino greco che ho iniziato a fare un paio d’anni fa buonissimo, ovvero i gamberoni con pomodoro e feta chiamato saganaki. Mentre il 25 festeggiamo più American-style. Abbiamo smesso di servire il tradizionale tacchino da quando abbiamo l’azienda agricola, optando invece per una mega arista di maiale allevato “in casa,” con salsa di mele, purè di patate, e verdure di stagione. Per finire, apple pie, pecan pie e un pie burroso di frutta secca (prugne & albicocche) che fa mia madre che è la fine del mondo. Il tutto ovviamente guarnito generosamente con panna montata!”

L’amico Andrea Petrini, poliedrico autore del blog Percorsi di Vino, ci racconta che, “A casa mia a Natale si mangia classico, più classico non si può: antipasto di gran fritto vegetale dove spiccano i carciofi fritti. Su questo vi bevo uno Champange Roederer Brut Premier. Poi è l’ora dei Ravioli ricotta e spinaci a cui abbino sempre un rosato, stavolta un Cerasuolo di Valentini. Secondo? Un must: arrosto di vitello a cui abbino un Borgogna village di Roumier, un pinot nero che costa poco ma ha tanto gusto. Chiusura con tanto pandoro e panettone a cui abbino il Moscato d’Asti di Massolino.”

Ecco il contributo della simpatica Veronica Adriani, autrice del blog La Fame Vien Mangiando, nonché collaboratrice di Cibando con la rubrica Natale 2.0 “Il mio cenone di solito è a base di pesce, ma non lo cucino direttamente io, perché siamo tutti riuniti a casa di nonna. Generalmente si apre coi fritti romani: baccalà, carciofi e alici. La pasta col tonno e la spigola al sale sono immancabili, idem il capitone e le alici fritte o marinate. Quanto ai dolci, il ciambellone di nonna al cioccolato e la crostata ricotta e cioccolato sono un “must” del cenone! Nonna fa anche la “copeta”, che è un dolce tipico dell’alto Lazio, ed è una tradizione di famiglia da anni. Per il pranzo di Natale invece da anni apriamo con dei bignè salati ripieni di piselli, mortadella e besciamella, e un antipasto misto di salumi e formaggi. Per primo di solito ci sono le mie crespelle al prosciutto e formaggio con sugo di funghi, e a volte un altro primo (mio padre spesso “impone” gli spaghetti al nero di seppia…). Per secondo l’arista di maiale di mia madre, con contorno di insalata mista e patate al forno. Spesso si cucina anche l’abbacchio o, se i miei sono in vena di cucina di pesce, cozze gratinate e calamari alla piastra. Anche da me, capitone e alici marinate. Dolci? Generalmente crostate di marmellata (visciole, albicocca, fragola…) e, anche se è totalmente “fuori periodo”, una bella pastiera napoletana, che è la specialità della casa.”

Il simpatico Enrico, autore del blog Le Franc Buveur ci dice, “Come te, viste le mie origini napoletane, per il 24 aiuterò mia madre a preparare un cenone tipico napoletano, a base di pesce, ça va sans dire: spaghetti “a vongole” (anche con poca colatura di alici che le famiglie di Cetara si scambiano proprio a Natale), gamberoni all’aglio e brandy, “mussillo” (un tipo di baccalà) bollito con olio e prezzemolo, insalata di rinforzo, la mitica pizza di scarola. Di solito a questi piatti tradizionali aggiungo sempre un piatto un pò più originale a base di pesce che devo ancora decidere. Nella mia famiglia, contrariamente alla tradizione, non mangiamo invece il capitone. Il dolce sarà sicuramente rappresentato da una leggera delizia al limone di Sal De Riso. Il vino per accompagnare il pesce? La mia passione per la Francia non può che far ricadere la scelta su un ottimo Muscadet.”

Ecco cosa cucinerà la deliziosa Anne Carrion, londinese trapiantata a Roma, e autrice del blog An Uccellina in Rome“A casa mia, cucino sempre io a Natale. È il mio modo per ringraziare la mia famiglia dell’anno che è passato. Facciamo un unico pasto la sera del 25 e per questo preparo sempre un prosciutto arrosto con salsa d’albiccocca la mattina presto, in modo che tutti possano tagliarsi delle fette di prosciutto come aperitivo, in attesa del pasto principale. Quest’anno per cena preparerò un arrosto di manzo. Per quanto riguarda i contorni, a Natale, è nostra tradizione di famiglia mangiare i cavoletti di bruxelles e le radici di pastinaca. Questa volta cucinerò i cavoletti brasati in panna con castagne e pancetta, mentre le radici di pastinaca verranno con carote arrostite al miele. Certo, ci saranno anche gli obbligatori yorkshire puddings (piccoli soufflé fatti con farina, latte e uova che accompagnano il secondo di carne) e la tradizionale salsa di abbinamento. Come dolce, farò una crostata francese di crema al limone.”

Sperando di avere solleticato non solo la vostra fantasia ma anche un po’ di sano spirito natalizio, la redazione intera vi augura buone feste e… Buon Cibando!

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Eleonora Baldwin

Ciao! Sono Eleonora, food blogger bilingue e apprendista fotografa, e collaboro con Cibando in veste di editor e inviata speciale. Ho scritto numerosi libri e guide su Roma e il mondo del buon mangiare, e contribuisco regolarmente con mie rubriche a blog e webzine di settore. Mi piace scoprire nuovi e interessanti ristoranti, esplorare le cucine del mondo, cucinare per le persone che amo, e soprattutto... mangiare!