Cibando consiglia: ristorante Ciusa Emporio Enoteca a Nuoro

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Questa settimana viaggiamo in Sardegna, per l’appuntamento con i consigli di Cibando, ci portiamo nella periferia nord di Nuoro, dove da una magnifica terrazza che si affaccia sulla vallata di “Badde Manna”, troviamo il ristorante Ciusa Emporio Enoteca. Dai tavoli all’aperto, il panorama che si gode è indimenticabile: lo sguardo sorvola infatti la vallata fino ad Orgosolo e il Supramonte, e alle pendici dell’Ortobene.

Foto a cura di Vanni Catgiu

Il ristorante, assai legato alla tradizione e agli usi del territorio, vanta non solo un caveau che conserva una ricca cantina nella quale non mancano bottiglie da tutta Italia – con 130 etichette in tutto – ma anche un’esposizione di ceramiche sarde, capi d’abbigliamento artigianale tipici della Sardegna, quali i gambales dei pastori, nonché una collezione di dolci a base di pasta di mandorle e zucchero della tradizione pasticciera barbaricina.

Il ricco menù, spazia dai piatti di carne e della tradizione, ad una interessante offerta di mare, malgrado la posizione lontana dalle coste di Nuoro. Fra le proposte, ottime le ostriche allevate a San Teodoro, il grudo di gamberi, i marinati di salmone e spada, o le capesante. Interessanti i piatti della tradizione quali la “burridda” di gattuccio, ovvero una salsa fatta con il fegato del pesce, con aceto e con le noci, la cui sapidità viene stemperata dal leggero agro dell’aceto.
Buonissima anche la zuppetta di cozze e vongole veraci al pomodoro con profumi del Gennargentu, dove è importantissima la presenza aromatica del timo, in dialetto armida.

Foto a cura di Vanni Catgiu

Altro incredibile piatto della tradizione che si può degustare solo a Nuoro, è Su Filindeu (una pasta di semola di grano duro impastata in tre strati sottilissimi di pasta al nero di seppia) in questo caso proposto dallo chef  Franco Fenu, al nero di seppia, che viene cotta in un brodetto di mare con vongole veraci e gamberi, dove la struttura eterea dei “fili di Dio” è resa sapida dal brodetto. Ottimo anche il risotto al vino Cannonau, dove giocano a contrasto la forza alcolica e la struttura del robusto vino con la delicatezza del risotto.

Assolutamente da non perdere la chiusura dolce con il torroncino della casa con salsa al cioccolato, accompagnato magari da un passito Soffio di Sole della Cantina di S. Maria la Palma.

Foto a cura di Vanni Catgiu

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