Natale 2.0: Mercatini, vin brulè e rock anni ‘60

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Iniziamo con lo sfatare un mito: il Natale non arriva il 25 dicembre. I preparativi iniziano infatti molto prima di quella data: si inizia a girare per negozi alla ricerca del regalo giusto, si tirano fuori dal cassetto le ricette per il cenone, si cercano gli addobbi per l’albero di Natale da fare - rigorosamente! – l’8 dicembre. E soprattutto si inizia a vedere la propria città sotto una luce nuova: addobbi per le strade, vetrine decorate, cappelli da Babbo Natale che spuntano ovunque, accompagnati dalle immancabili renne.

Foto a cura di e-cology.it

Bene, signore e signori: vi presentiamo l’Avvento, il periodo del calendario liturgico dedicato all’attesa del Natale. La sua durata varia seconda del rito cui si fa riferimento: secondo quello romano inizia quattro domeniche prima del 25 dicembre, mentre per quello ambrosiano a dettare il suo inizio è la festa di San Martino dell’11 novembre. Che duri quattro o sei settimane, non fa grande differenza. Ciò che conta è che il suo inizio dia l’avvio alla vera atmosfera natalizia, che molti – in una visione un po’ più laica – fanno coincidere con la presenza dei mercatini cittadini, che offrono ogni anno esposizioni di artigianato locale, vendita di oggetti a tema e fiumi di bevande calde per riscaldare i cuori (ma soprattutto le membra) dei fortunati avventori.

Foto a cura di wikipedia.it

Tradizione nordeuropea, certamente, ma arrivata anche in Italia, specie nelle regioni del nord. Si prenda Bolzano, forse agevolata dal contatto coi nostri vicini d’oltralpe, che da diversi anni propone un mercatino cittadino e trasforma uno dei palazzi della sua città in un gigantesco calendario dell’Avvento con stendardi alle finestre. Unica differenza tra Europa e Italia: la tradizione del “ristoro del viandante” attraverso bevande calde a base alcolica, offerte nei mercatini europei insieme a candele, lampade e cioccolate, resta da noi più che altro un’abitudine casalinga. E così se in Austria il Glühwein e l’Apfelpunsch sono parte viva del mercatino di Natale, il nostro vin brulè- tipica bevanda invernale a base di vino rosso caldo cotto con chiodi di garofano e cannella – ha un utilizzo più “privato”.

Foto a cura di langhe.net

Parliamo ora di una festa che nel Nord dell’Europa ha grandissima rilevanza: quella di Santa Lucia, tradizionalmente festeggiata il 13 dicembre. Di particolare importanza in Scandinavia, dove in questo periodo dell’anno il sole tramonta nel primo pomeriggio, la santa portatrice di luce è venerata anche in moltissime città italiane, prima su tutte la Siracusa che le ha dato i natali. In occasione dei festeggiamenti, spesso vengono intonati canti a lei dedicati. La “Santa Lucia” più nota è probabilmente quella di Teodoro Cottrau (dal famoso incipit “Sul mare luccica l’astro d’argento”). Ma oggi preferiamo citare un brano omonimo, altrettanto famoso e ben più recente, che porta la firma di Francesco de Gregori:

“…Santa Lucia (…), per chi vive all’incrocio dei venti
ed è bruciato vivo,
per le persone facili che non hanno dubbi mai,
per la nostra corona di stelle e di spine,
per la nostra paura del buio e della fantasia.”

Per concludere, dunque, è ora di prepararsi al Natale. Potete scegliere di concentrarvi sulla riflessione e il digiuno o seguire l’esempio dei protagonisti di The boat that rocked. Film del 2009 diretto da Richard Curtis e portato sugli schermi italiani col nome di I love Radio Rock, racconta la storia di un gruppo di uomini che sul finire degli anni ’60 danno vita a una radio pirata che trasmette da una nave ancorata in acque internazionali per sfuggire alla censura del Governo britannico. Passeranno il loro più bel Natale scoprendo amicizia, amore e libertà grazie alla musica e giungendo a una semplice conclusione sulla vita per bocca di Gavin, uno dei protagonisti: “Quello che dà senso a questo mondo pazzo è il Rock ‘n’ Roll”. Non è spirito natalizio anche questo, in fondo?

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