L’ingrediente del mese di ottobre – le castagne

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Tra i cibi che rappresentano al meglio la stagione autunnale ci sono senza dubbio le castagne. Un frutto povero, generato dalla pianta del castagno, considerato in passato un piatto povero e quindi per lungo tempo immancabile nell’alimentazione delle famiglie contadine.

Le castagne sono diffuse soprattutto in Piemonte, e Toscana ma anche al centro e al sud, e quindi nel Lazio, Campania e Sicilia. In questo periodo è possibile trovare le castagne fresche, mentre il resto dell’anno si trovano secche oppure già ridotte in farina. In realtà le castagne nascono all’interno di particolari involucri spinosi cd. ricci: ogni riccio in media contiene due o tre castagne. Una volta che queste arrivano alla giusta maturazione, i ricci si aprono e lasciano cadere le castagne sul terreno o con più frequenza cadono essi stessi.

Foto a cura di ulaola.com

Le castagne sono caratterizzate da una polpa chiara e con una colorazione tendente al giallo. Il tutto è poi coperto da una sottile pellicola sui toni del marrone e una buccia molto più scura di un marrone intenso. La forma tipica di questi frutti è tondeggiante ai lati e piatta sulle superfici più estese.

Molto spesso vengono confuse con i marroni. La differenza sta innanzitutto sulla provenienza: i marroni nascono dai castagni coltivati, invece le castagne vere e proprie nascono dai castagni selvatici. Dalla polpa più chiare e senza pellicola interna, i marroni hanno di regola una tipica forma ovale o a cuore.

Foto a cura di paneamoreecreativita.it

Le castagne danno un immediato senso di sazietà. Ricche di fibre e di amido hanno al loro interno sali minerali, fondamentali per un’alimentazione sane ed equilibrata. È forte la concentrazione di zuccheri che le rende un alimento abbastanza calorico.
Se consumate fresche per 100 grammi di castagne sono previste all’incirca 200 calorie. L’apporto calorico si riduce invece se si consumano bollite.

Sono sconsigliate per coloro che soffrono di gastrite o colite, l’alta concentrazione di fibre va a stimolare la flora batterica. Sono invece l’alimento ideale per chi presenta intolleranze alimentari come quelle ormai diffuse ai cereali e lattosio. Garantiscono un importante apporto anche in caso di stanchezza stagionale, stress e cali di concentrazione. Consigliate anche alle donne in gravidanza.

Uno dei piatti a base di castagne più conosciuti nel Belpaese è il castagnaccio. Nello specifico si tratta di una torta realizzata con la farina di castagne, acqua, olio extravergine, pinoli, uvetta e rosmarino. E se diverse regioni come Toscana, Liguria, Emilia e Piemonte se ne contendono la paternità, sono tante anche le varianti proposte. In alcuni casi è infatti prevista l’aggiunta della scorza d’arancia, della frutta secca e finocchietto.

Foto a cura di www.tortealcioccolato.com

Le castagne sono ottime anche per i dolci al cucchiaio, come ad esempio il Mont Blanc, da gustare in abbinamento a panna, ricotta e cioccolato. Dalle castagne può essere ricavata anche una delicata crema, adatta alle farciture di torte e rotoli dolci. Per non parlare dei saporiti primi realizzati con la farina di castagne, o utilizzate come ripieno per i piatti a base di carne.

Se acquistate fresche al mercato, il modo più tradizionale di gustarle è senza dubbio arrostite sul fuoco sulla caratteristica padella bucherellata. Per ottenere delle gustose caldarroste è necessario incidere ciascuna castagna, effettuando un piccolo taglio di circa 2 cm. Occorre lasciarle sul fuoco per qualche minuto avendo cura di girarle spesso e inumidirle per facilitare l’eliminazione della buccia.

Come resistere a un bel cartoccio di caldarroste?

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