Recensione di Enrico Carta
Foto di Giacomo Altamira
Quando si parla de La Vecchia Costa non si può non considerarla come una pietra miliare della ristorazione “smeraldina.” Questo ristorante oramai maggiorenne (da poco si sono festeggiati i 18 anni dalla sua inaugurazione) è un vero e proprio punto di riferimento per un pubblico molto vasto: è adatto alle coppie e alle famiglie ma è anche un approdo sicuro per chi, dopo una nottata in discoteca a Porto Cervo, ha bisogno di una bella spaghettata rigenerante. Infatti il locale nei fine settimana estivi chiude addirittura alle 5 del mattino.
Il ristorante è molto grande, illuminato da grandi vetrate laterali ed è articolato in diverse sale, il servizio è abbastanza informale ma sempre molto preciso e veloce. Il menù è ben bilanciato tra piatti di terra, piatti di mare e pizze; anche la carta dei vini, sebbene un po’ sintetica, offre una buona selezione di etichette esclusivamente regionali. In entrambi i casi i prezzi sono molto ragionevoli.
Veniamo fatti accomodare e immediatamente ci viene portato un piatto con del pane guttiau appena preparato, si tratta di pane carasau leggermente riscaldato condito con olio e rosmarino, vi raccomandiamo di non abusarne perché è talmente gustoso e stuzzicante che rischierete di riempirvi lo stomaco prima ancora di iniziare il pasto vero e proprio.
Partiamo da un antipasto misto di mare tanto ricco da occupare praticamente tutto il tavolo: Pesce spada e alici marinate, insalatina di bottarga di muggine con sedano, moscardini alla pizzaiola serviti su una conchiglia di cappasanta, cocktail di gamberi, insalata di polpi, frittura di sardine e infine una eccezionale zuppetta di cozze e arselle. Tutto rigorosamente fresco e gustoso.
Ci sembra che le premesse siano buone per quantità e qualità e non rimaniamo certo delusi quando poco dopo ci viene servito un bis di primi con Lorighittas (dei piccoli anelli di pasta fresca intrecciata) al ragù di tonno, e dei deliziosi Malloreddus con un sughetto di granchi e bottarga. Pur avendo apprezzato entrambi i piatti segnalo in particolar modo quest’ultimo per il profumo e la freschezza; e poi permette di uscire un po’ dagli schemi perché i granchi, mi raccomando, vanno mangiati con le mani, mica con le posate!
Proseguiamo compiaciuti il nostro pranzo e veniamo sorpresi da un secondo semplice ma di grande effetto che ricorderemo a lungo (e che scopiazzeremo sicuramente), la spigola “Pop,” acronimo di pomodorini, olive e patate. La considerazione che ci viene naturale gustando questa deliziosa pietanza è che quando la materia prima è di buona qualità non è necessario inventare piatti con chissà quali effetti speciali, molte volte cucinare in maniera semplice è la soluzione migliore per rendere un piatto semplicemente perfetto, e qui al La Vecchia Costa questo lo sanno molto bene.
Chiudiamo con un dolce, anzi due, tutti rigorosamente fatti in casa. Scegliamo la crema catalana che abbiamo apprezzato molto e un’ottima bavarese con frutti di bosco e pompelmo al profumo di cannella.
Segnaliamo infine che su prenotazione è possibile gustare la caratteristica cena sarda composta da piatti tipici della tradizione come la zuppa gallurese, i malloreddus, il porcetto arrosto e la seadas.
Tutto il servizio fotografico La Vecchia Costa
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Un Commento
Bravissimi!!!!
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