La Carbonara ~ Roma

+1Share on Twitter

Recensione di Enrico, blogger di Le Franc Buveur
Foto di Giulio Riotta

Nello splendido scenario di Campo de’ Fiori a Roma c’è un ristorante molto interessante, che merita davvero di essere sperimentato.
Stiamo parlando del ristorante la Carbonara, ben in vista e collocato proprio di fronte alla statua di Giordano Bruno, di fianco al famoso forno.
Il locale è a due piani, ma presenta anche un’ampia area esterna, molto gradevole durante il periodo primaverile ed estivo, sia per la bellezza della piazza sia per la vivacità e l’animazione derivante da chi la frequenta.


La clientela è costituita da stranieri ma anche da affezionati clienti italiani che conoscono bene quelle che sono le specialità del locale e tornano spesso a degustarle, sicuri della costanza qualitativa che caratterizza i vari piatti e che il ristorante garantisce.
La Carbonara valorizza molto la cucina ed i vini locali, con grandi classici della cucina romana presenti nel menù, ma anche con altri piatti interessanti, a volte leggermente modificati rispetto a quanto prevede la tradizione (un esempio su tutti: le penne all’arrabbiata con salsa al tartufo).

Tra gli antipasti meritano i fritti, tra cui i fiori di zucca in pastella con alici e mozzarella o i filetti di baccalà, croccanti, fragranti, leggeri e non unti. Ma il pasto può cominciare anche con una classica bruschetta “bianca”, condita con un ottimo olio extravergine prodotto proprio dal proprietario.

Tra i primi piatti non si può certo rinunciare alle penne alla carbonara che, come ci spiega il titolare, sono mantecate fuori dal fuoco anche con un po’ di acqua di cottura. Tra gli altri primi sono da non perdere anche gli gnocchi fatti in casa con alici, pomodori e pecorino, davvero squisiti e un piatto originale che è lo spaghetto aglio, olio e peperoncino mantecato con dell’ottimo pecorino romano. L’aggiunta del pecorino fornisce infatti al piatto un tocco di originalità, poiché oltretutto si forma una sorta di “cremina” che alla fine del piatto rende la “scarpetta” quasi irrinunciabile (con del pane tra l’altro, cosa da non sottovalutare, veramente all’altezza).

Passando ai secondi piatti l’offerta, come per i primi, è molto ampia: costolette panate di abbacchio, filetti di carne cucinati in vario modo, maialino arrosto e, degna di rilievo, un’ottima trippa alla romana, preparata veramente “comme il faut.” Ai piatti di carne si affiancano ovviamente anche classici e attraenti piatti a base di pesce.
Nel menù, inoltre, si leggono altre interessanti proposte che non sempre si trovano nelle molte trattorie tipiche romane della capitale, tra cui il cervello al burro con piselli.

Tra i contorni non potevano mancare le puntarelle e la verdura ripassata in padella, mentre tra i dolci, tutti fatti in casa, ci ha colpito un freschissimo tiramisù alle fragole. La particolarità e il segreto di questo dolce sta anche nel fatto che in superficie lo chef mette una spruzzatina di limoncello (ottimo e anch’esso rigorosamente fatto in casa) che ben si integra con le fragole e gli altri ingredienti della preparazione.

Il servizio ci è sembrato attento, puntuale, senza lunghe attese nonostante la numerosità degli avventori.
Anche se non mancano importanti etichette di altre regioni, la carta dei vini privilegia i prodotti del Lazio. Buono ad esempio il vino degustato, un Frascati superiore delle Cantine Santa Benedetta, a base anche della locale uva Malvasia puntinata. Conto finale giusto, con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Prima di andare via, se il vostro tavolo non era al primo piano del locale, non dimenticate di dare un’occhiata alla piazza dalla prospettiva rialzata del piano superiore: lo spettacolo di Campo de’ Fiori può essere apprezzato ancora meglio e ciò sarà il degno completamento dell’ottima esperienza culinaria avuta al ristorante!

Tutto il servizio fotografico La Carbonara

Related Posts

Consiglieresti questo articolo?

Metti mi piace!