Food experience gentilmente da Monica Cesarato
Servizio fotografico di Luca Salviato
Venezia, da molti anni, gode di una brutta fama rispetto ai suoi numerosi ristoranti, più interessati all’aspetto lucrativo del business, piuttosto che ad un buon rapporto qualità-prezzo. Ma le cose stanno cambiando e la città sta tornando alla sue eccellenti origini culinarie. Qualche locale (per lo più nelle zone residenziali, poco battute dai turisti) ha saputo mantenere un alto standard di qualità anche nel periodo in cui la ristorazione veneziana era al suo più basso livello. Uno di questi locali è la Trattoria Corte Sconta, membro dell’Associazione della Buona Accoglienza e in attività sin dal 1980.
Il locale si trova nel sestiere veneziano di Castello, in una calle nascosta, a pochi passi da Riva degli Schiavoni e dall’approdo del Vaporetto dell’Arsenale. Non è difficile da trovare, ma state attenti a girare in Calle del Forno e non calle dei Forni per raggiungere Calle del Pestrin, altrimenti vi potreste facilmente confondere.
Veniamo accolte con un sorriso da uno dei camerieri che, vista la bella giornata di sole, ci fa accomodare nel delizioso giardino all’interno di una piccola corte tipica della città, da qui il nome Corte Sconta. Un’enorme vite centenaria da cui il ristorante ricava del vino buonissimo, adorna un elegante pergolato in legno che rende questo piccolo angolo veneziano particolarmente suggestivo (da notare che in tutto il locale, compreso il giardino, è vietato fumare).
Lucia Zambon, una dei proprietari di questa bella trattoria a conduzione familiare, che gestisce assieme alla cognata Rita Proietto (Lucia si occupa del servizio diurno, mentre Rita di quello serale), ci da il benvenuto e ci fa portare una freschissima bottiglia di Prosecco di Valdobbiadene fermo. La carta dei vini comprende circa 130 vini locali, veneti, friulani e trentini. Lucia ci consiglia di optare per l’itinerario ittico degli antipasti per due, composto da 5 portate di pesce, tutto proveniente freschissimo giornalmente dal porto di Chioggia.
Il locale è molto accogliente, con un’atmosfera calda ed elegante ma allo stesso tempo semplice ed informale, i camerieri che girano tra i tavoli sono molto professionali e cortesi. Il pane nel cestino è fragrante: anche i grissini vengono fatti in casa dalle mani esperte dello chef e del suo staff. Fa la sua entrata la prima portata di questo percorso gastronomico in nome del pesce fresco: rana pescatrice su un letto di quinoa con succo di lime e coriandolo; e tonno marinato all’aceto balsamico e ginepro con sedano rapa.
Il piatto ha un sapiente tocco fusion, ci piace molto il gusto fresco del lime con la carne bianca del pesce, e il tonno ha un gusto deciso, ma allo stesso tempo delicato, grazie all’ottimo aceto balsamico. Arriva un enorme piatto di vongole veraci cucinate con il vino bianco e grossi pezzi di zenzero fresco. Un cortocircuito di sapori, la combinazione dei molluschi con lo zenzero è semplicemente perfetta e non resistiamo a fare la scarpetta con il sugo rilasciato dalle vongole. Lucia ci dice che la sua famiglia è stata la prima a far importare lo zenzero fresco a Venezia negli anni 80 per usarlo nei loro piatti, e che in quel periodo era impossibile trovarlo fresco localmente (sorprendente, se pensiamo che Venezia era la regina indiscussa delle spezie!).
Ed ecco il pezzo forte della giornata: una granseola cotta al vapore priva di qualsiasi condimento ed un enorme piatto di pesce bollito composto da uova di seppia, gamberetti, moscardini, canoce (cicale di mare) e del baccalà mantecato, adagiato su un crostino di pane di farina di mais.
L’itinerario si conclude con l’arrivo delle classiche sarde in saor, ovvero fritte marinate con aceto e cipolla, che lo chef ha interpretato a modo suo, aggiungendo del cedro, rendendo il piatto caramellato, dolce e molto particolare. Ci piace!
Decidiamo di provare un piatto di pasta fatta in casa: degli spaghetti neri con piselli e capesante. Mentre li gustiamo, chiacchieriamo con Lucia e scopriamo che la trattoria offre anche menu vegetariani, per i celiaci e gli allergici ai latticini, basta solo avvertirli al momento dell’ordinazione.
Non ci facciamo mancare il dolce ed ecco arrivare la versione del tiramisù più bella che io abbia mai visto – 3 cestini di cioccolato fondente ripieni di crema al mascarpone e pan di spagna, con piccole gocce di crema al caffè – ed un savarin alle nocciole aromatizzato alla menta con una spuma di liquirizia. Due dessert semplicemente divini!
Se volete riscoprire le delizie naturali ed autentiche che la laguna veneziana offre, la trattoria Corte Sconta è decisamente il posto migliore dove farlo: lasciatevi consigliare dai proprietari sui piatti migliori del giorno e non rimarrete delusi. Vi consigliamo di prenotare perchè il locale è molto conosciuto e quindi molto frequentato.
































Consolini ~ Roma
Food experience gentilmente condivisa da Le Franc Buveur
Servizio fotografico di Andrea Di Lorenzo
Nel lontano 1400 l’arco di San Lazzaro era il principale passaggio per i pellegrini che si recavano alla tomba di S. Paolo e prese questo nome da una limitrofa chiesa con annesso un lazzaretto per i malati di lebbra dedicata a S. Lazzaro, protettore dei lebbrosi.
Oggi è proprio varcando questo affascinante arco che si ha il primo impatto con il ristorante Consolini, situato nella caratteristica e pittoresca zona di Testaccio a Roma, ai piedi del monte Aventino.
Entrando nel locale, continua l’interessante viaggio nella storia e nel mito. Ci si trova infatti subito di fronte alle grotte di Caco, luogo in cui si svolse, secondo la leggenda, la lotta fra Ercole e il mostruoso gigante Caco, figlio di Vulcano. All’ingresso, inoltre, un pavimento trasparente consente di vedere quelli che erano i magazzini dell’antico porto fluviale, dove venivano collocate in epoca romana le anfore contenenti spezie e pregiati profumi.
Il ristorante, aperto ormai dal 1991, si sviluppa su quattro piani e consente di godere dalle sue terrazze di una vista mozzafiato sul Tevere e sulle bellezze della capitale. Dal piano terra tramite un ascensore si sale al secondo piano che è il cuore del locale. Qui si è accolti con estrema cortesia e professionalità, in un ambiente molto elegante e raffinato.
È anche la cura dei particolari che fa grande questo ristorante: i tavoli sono egregiamente imbanditi ed apparecchiati, ciascuno con delle belle abat-jour che di sera rendono l’ambiente molto romantico e suggestivo; il pane è davvero molto buono, con delle tipologie alle noci e all’uvetta veramente notevoli.
La cucina è incentrata soprattutto su piatti a base di pesce freschissimo, ma non mancano piatti di terra e quelli classici della tradizione romana, nonché quelli per celiaci e vegetariani.
Per cominciare il pasto è senz’altro da consigliare la “fantasia di mare” un ricco insieme di antipastini a base di pesce (che sono la sintesi di alcuni piatti presenti nel menù) sui quali vale la pena soffermarsi un po’ di più per descriverne la loro notevole bontà. Si spazia dal baccalà fritto su crema di ceci ai rotolini di salmone con ricotta, dal pesce spada panato alla griglia alla tagliata di tonno con balsamico e carciofi (ottima!); dai buonissimi gamberoni avvolti nella croccante pasta kataifi, ai moscardini fritti per finire con una deliziosa zuppetta di frutti di mare. Altri antipasti sono poi rappresentati da diversi fritti e sfizi (tra cui i tortini di zucchine o di cardi e finocchi) e da piatti di terra (bruschettine lardo di Colonnata e crema di cannelli, prosciutto Patanegra, ecc.).
Tra i primi il nostro consiglio è di prendere il buon risottino con zafferano, fiori di zucca e gamberi, dai bei contrasti cromatici, servito in dei simpatici “cestini” di Parmigiano Reggiano. O si possono gustare degli gnocchetti paglia e fieno con l’astice, davvero deliziosi e delicati. Piatti a cui si accompagnano gli ottimi vini bianchi presenti nella ricca carta dei vini, tra cui il fruttato Arneis Blangé Ceretto. Tra le proposte di terra, oltre ai piatti della cucina romana, ne figurano anche molti che utilizzano ortaggi e materie prime di stagione, come le fettuccine con funghi, asparagi e pachino.
Quanto ai secondi piatti, le proposte a base di pesce sono ricche, numerose e golose. Il pescato del giorno (spigole, orate, saraghi, pezzogne, cernie, san pietro) può essere preparato in tante varianti. Ma si può assaggiare anche l’ottimo rombo alla Consolini con patate e porcini o il gran fritto di mare. Ricca anche l’offerta dei secondi di terra, con diversi tipi di filetto e di carni, a cui magari accompagnare le ottime puntarelle in salsa di alici.
A degna conclusione del pasto gli squisiti dolci, tra cui il tiramisù alle fragole o la buonissima crème brulée al pistacchio.
Un locale in definitiva ideale per galanti cene romantiche o per festeggiare un’occasione particolare e che lascia ampia scelta al cliente sulla più idonea location dove ambientare questi momenti speciali: è possibile infatti mangiare nelle grotte, nelle sale interne, in gazebo, in veranda, o nelle panoramiche terrazze. Con in più la comodità di un utilissimo parcheggio privato, viste le difficoltà che si hanno da questo punto di vista nel quartiere e in una città come Roma.
Consolini infine mette a disposizione dei suoi clienti anche uno splendido casale nello bellissimo scenario degli acquedotti romani nella zona delle Capannelle, per matrimoni, ricevimenti, ricorrenze o meeting. In un grande parco immerso nel verde e in un ambiente ampio, esclusivo ed accogliente un servizio molto professionale ed attento mette a suo agio la clientela, coccolandola con il cibo della migliore qualità. E sono proprio queste le sensazioni che abbiamo avuto nel ristorante di Testaccio, pensando alla bella food-experience vissuta mentre varcavamo, questa volta in uscita, l’arco di San Lazzaro.
Tutto il servizio fotografico Consolini